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Di seguito la nota a firma congiunta dei Consiglieri Avv. Raimondo Mancini Avv. Erminia Longo sulla vicenza “spese pazze Akrea”. I due consiglieri sottolineano l’irritualità della condotta dell’amministrazione guidata dal sindaco Voce. I due consiglieri ricordano inoltre che all’indomani dell’insediamento del sindaco Voce hanno richiesto allo stesso un incontro ufficiale del quale attendono ancora riscontro.

“Apprendiamo da notizie di stampa di un “dossier” inviato dal Comune alla Guardia di Finanza, al fine di verificare la sussistenza di eventuali condotte illecite o illegittime da parte del Cda di Akrea negli ultimi due anni della sua gestione. 

In qualità di componenti di detto Cda, attesa la scomparsa dell’ex presidente Rocco Gaetani, rileviamo l’irritualità della prassi seguita dall’ente proprietario e, pertanto, ci riserviamo di fornire ogni dettaglio documentale sulle cosiddette “spese pazze” eventualmente nelle sedi invocate. 

Certo non ci saremmo aspettati un sentimento di riconoscenza dall’amministrazione in carica, nonostante una gestione trasparente (oltre che suppletiva, vista l’assenza nell’organigramma aziendale della figura di direttore generale) e con bilanci societari sempre attivi. Ci saremmo aspettati, invece, una “nuova normalità” tra soggetti che dovrebbero operare congiuntamente per un obiettivo comune e nel rispetto del galateo istituzionale, che mai dovrebbe mancare in chi riveste cariche pubbliche. 

Il nostro ruolo e la nostra cultura professionale ci impongono di stigmatizzare le modalità di confronto stabilite dall’Ente comunale con la propria partecipata; in proposito è doveroso evidenziare che all’indomani del suo insediamento, i sottoscritti hanno chiesto al sindaco un incontro ufficiale del quale attendiamo ancora riscontro. 

Nell’occasione il primo cittadino avrebbe avuto contezza delle scelte operate dal Cda e i proclamati principi di trasparenza e legalità sarebbero emersi in tutta la loro solare evidenza.

Per esempio – giusto per stare ad alcune contestazioni – avrebbe appreso che non esiste giuridicamente lo studio legale cointestato”, ma semmai l’associazione professionale, che peraltro non c’è mai stata tra l’avvocatessa Carla Pesce e il consigliere avvocato Mancini; che, così come avvenuto per altri professionisti, l’incarico di difensore in un processo penale per diffamazione è stato conferito al consorte della consigliera dall’ex presidente sulla base di un rapporto fiduciario, secondo una prassi abituale nell’ambito della PA, compreso lo stesso Ente comunale. 

E invece dobbiamo prendere atto che il sindaco Voce e la sua giunta hanno preferito tutt’altro metodo di confronto, manifestando uno stile e uno spirito inquisitori che adombra non poche perplessità, soprattutto in considerazione del fatto che i conti e l’operato di Akrea sono sottoposti a ben due “gradi di giudizio”: l’organo di revisione interno e il controllo analogo esercitato dallo stesso Comune

Se poi si considera che il penultimo “controllore” in ordine cronologico è stato un prefetto della Repubblica, si rimane piuttosto sconcertati di fronte a documenti redatti con l’intento di fornire alla pubblica opinione una rappresentazione ideologica e congetturale del nostro operato, introducendo elementi meramente presuntivi e privi dei necessari approfondimenti. 

Non vorremmo pensare che l’intento sia quello di dar corso ad un processo alle intenzioni, al solo fine di effettuare “ricambi” senza il rispetto delle buone prassi e delle regole di ingaggio. Anziché una denigrante operazione di dossieraggio, avremmo apprezzato molto di più un confronto franco e diretto, come si conviene in questi casi.”