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Di seguito la nota del Circolo Pd di Crotone “Nilde Iotti”.

«Per ogni tonnellata di rifiuti che porteranno a Crotone, ci sarà una tonnellata di rifiuti pericolosi delle bonifiche che resterà sul nostro territorio». Sono le parole riportate sulla pagina Facebook “Vincenzo Voce sindaco”. Parole pronunciate dal sindaco di Crotone più volte questa mattina ai microfoni dei giornalisti. Ci chiediamo in quale decreto ministeriale, in quale atto delle varie conferenze dei servizi, in quali documenti di Ispra o della Regione Calabria è scritto che i rifiuti delle bonifiche di Crotone debbano essere smaltiti nella discarica di Columbra. Ce lo chiediamo perché sappiamo essere il sindaco un “esperto” di bonifiche e di ambiente. E ce lo chiediamo soprattutto perché negli atti ufficiali della bonifica di Crotone, quelli approvati dal Ministero dell’Ambiente, è scritto nero su bianco che i rifiuti delle bonifiche dei siti industriali, e delle discariche fronte mare, devono essere smaltiti fuori regione. Quindi: o il nostro sindaco sa qualcosa che noi non sappiamo, oppure non ha più pallida idea di cosa dice. E siamo preoccupati. Perché la situazione dei rifiuti a Crotone ed in Calabria sta diventando incontenibile: su un piano sanitario e
di ordine pubblico. Ma a parte la protesta di queste ore, che potrebbe anche essere condivisibile, quello che come partito politico ci chiediamo è: quali azioni sta mettendo in campo il Comune di Crotone per mettere fine all’emergenza rifiuti, ormai insostenibile? Assodato che la questione è di interesse regionale, in che modo il sindaco Voce, anche nel suo ruolo di presidente Ato, sta portando avanti sui livelli regionali e nazionali i diritti dei cittadini di Crotone? Erano o no l’ambiente ed il decoro urbano i suoi cavalli di battaglia durante la campagna elettorale dello scorso anno? Siamo convinti che dieci mesi di amministrazione siano pochi per risolvere problemi così gravi, siamo anche convinti che la responsabilità non sia di Voce per la situazione drammatica in cui ci troviamo, sappiamo bene queste e molte altre cose, tuttavia ci chiediamo come il sindaco intenda uscire da questa situazione. Cosa sta programmando per il futuro della città, quali sono le linee guida che con la sua giunta si è prefissato. E vorremmo che rispondesse ai cittadini non con post sui social, ma con fatti. Possibilmente con atti amministrativi, con provvedimenti sindacali, con delibere di giunta, con delibere dell’Ato, con piani e programmi, con discussioni in Consiglio comunale. Mai ci saremmo aspettati che la città cadesse in uno stato di degrado peggiore di quello che avevamo visto negli ultimi anni, e invece il peggioramento è sotto i nostri occhi. Siamo preoccupati: da cittadini e da militanti di un partito politico. Siamo in imbarazzo per i pochi, anzi pochissimi, stranieri che hanno scelto Crotone per le loro vacanze: una città sporca, maleodorante, senza servizi, piena di insetti e con la fornitura idrica ad intermittenza. Come faremo a chiedere ai nostri giovani già con la valigia in mano a settembre di restare ancora? Con quali prospettive? Nessuno ha pensato che il sindaco Voce avesse la bacchetta magica, ma attorno alla questione dei rifiuti ci sono troppe domande che non ricevono risposte adeguate: è vero che il contratto tra l’Ato e la società Ekrò è scaduto lo scorso mese di gennaio e non è mai stato

rinnovato? Qual è la situazione reale in cui versa Akrea? Perché i milioni di euro che il Comune spende ogni anno per sostenere la sua società partecipata non sono mai sufficienti? A queste domande vorremmo che il sindaco rispondesse. Sappiamo bene che il tema dei rifiuti in Calabria è una spina in un fianco ormai sanguinante, abbiamo subito umilianti commissariamenti, abbiamo visto fallire società, abbiamo subito gli interessi della criminalità organizzata. Ma non ci possono dire che la colpa è sempre degli altri. Non è una risposta ancora tollerabile.