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Seduta in prima convocazione che ha restituito un’immagine discutibile, quanto a modi, modalità e anche aderenza al regolamento.

Nella prima parte invettive, e sfida a colpi di post social, nella seconda parte quella che ha portato alla conclusione anticipata, numeri e conteggi che non tornano e che hanno costretto il presidente del consiglio, in seconda battuta e riproporre per l’approvazione il punto erroneamente posto in discussione e votato in assenza del numero legale.

Inizialmente 17 i presenti compreso il consigliere Meo, che dopo aver atteso il voto sulla pregiudiziale da lui presentata, ha lasciato l’aula non senza sottolineare la gravità della situazione amministrativa e annunciando che la “disponibilità fino ad oggi dimostrata nel reggere questa maggioranza, finisce qui!”

Meo prima di lasciare l’assise ha salutato i presenti con parole non tanto dure, quanto piene di rammarico: “Situazione tale che questa città non è più in grado di reggere”.

E così oggi, 1 settembre, è andato in scena il consiglio comunale atto secondo.

Un’assise segnata da troppe assenze, completamente assente l’opposizone, ed assenze da registrare anche tra le fila della maggioranza ( Venneri, Pingitore, Alessandro Manica). I lavori sono proseguiti, i punti in discussione approvati, ma le poltrone vuote devono far riflettere.

La città è vittima, dopo poco meno di 12 mesi dall’elezione del sindaco Voce, di uno stallo politico amministrativo, che oggi purtroppo si contraddistingue per un’esasperazione dei toni, ad una contrapposizione più personale che politica, che nuoce ad un territorio già fortemente provato e che avrebbe bisogno di una fase improntata alla ri-conciliazione umana, sociale ed economica guidata da “buon padre di famiglia” in grado di mediare, di ascoltare, di ricomporre fratture e non invece provocarne.