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A.N.A.  UGL Calabria e sezione di Crotone hanno inoltrato una missiva al sindaco di crotone, ai consiglieri comunali, assessori e dirigenti per sollecitare la riapertura del mercato.

Nella comunicazione l’associazione scrive che intende diffidare l’amministrazione comunale di Crotone a disporre l’immediata riapertura del mercato, a partire dal giorno 14 gennaio e chiede inoltre di poter recuperare le giornate lavorative perdute in mercati straordinari nei giorni 21 e 28 gennaio.

“La chiusura sine die del mercato di Crotone, oltre a cagionare danni economici e psicologici ad una categoria già ingiustamente colpita, non trova fondamento in alcun atto normativo statale.

Al contrario, l’ultimo DPCM (3 nov. 2020) non solo non vieta i mercati all’aperto, ma a pag. 44 dell’allegato 1 illustra tutte le misure da adottare per lo svolgimento dei mercati all’aperto (tutte già adottate nel mercato di Crotone), affermando dunque che questi possano tranquillamente svolgervi.

Da ultimo, il passaggio della Regione Calabria nella cd. zona gialla, con conseguente riapertura di molte attività commerciali, presuppone una situazione epidemiologica decisamente meno preoccupante rispetto a quella di qualche settimana fa; né tantomeno nel comune di Crotone vi sono particolari situazioni tali da poter giustificare un’ulteriore prosecuzione dello stop al mercato. Alla luce di quanto espresso, la scrivente associazione diffida l’amministrazione comunale allariapertura del mercato, annunciando sin da ora, in caso di mancato riscontro positivo alla presente,una dura protesta nel Comune di Crotone alle ore 15:00 del 12 gennaio da parte degli operatoridel settore nonché l’allerta agli organi di stampa (come già avvenuto per i comuni di Paola e diAcri). Si annuncia, inoltre, che la scrivente associazione non esiterà ad azionare la tutela dei propri diritti nelle opportune sedi giudiziarie preposte, chiedendo altresì il risarcimento dei danni ingiustificatamente recati alla categoria, ormai stanca di vedersi negato il diritto a svolgere la propria attività lavorativa in assenza di qualsiasi giustificazione legislativa e/o epidemiologica.”