fbpx

Non più tardi di 48 ore fa ho scritto un articolo, che purtroppo non potrò pubblicare, la vita, anzi la morte è stata più veloce…

Avrei voluto raccontare la storia di un amore lungo 63 anni, un matrimonio fatto di partenze e di ritorni, ma questa volta, sarà un addio senza il conforto di un saluto, di un abbraccio, di una carezza sul viso stanco di chi ritorna a casa dopo un lungo viaggio.

La storia è quella di Tonio e Maria, insieme hanno affrontato la vita, spesso soli, spesso lontani, ma l’età del riposo coincide spesso con il ritorno a casa, coincide per molti costretti durante la giovinezza a lavorare lontano dagli affetti familiari, con una nuova vita, con un rinnovato amore coniugale, più maturo, più forte, più tenero.

E così è stato per Tonio e Maria che ora stavano vivendo una “nuova giovinezza amorosa”, in questi anni si erano ritrovati e nuovamente innamorati.

Dalla sua Maria, dai suoi figli e nipoti Tonio voleva tornare, ancora una volta come da un lungo viaggio sarebbe tornato a casa e il tempo si sarebbe fermato in quei lunghi e desiderati abbracci.

Il covid è stato più forte di questo desiderio, la malattia che ci sta privando dell’essenza stessa vita, il contatto e la vicinanza, il conforto dei cari e della famiglia, lo ha privato di quell’ultimo abbraccio.

Voleva tornare a casa, lo chiedeva da giorni, da quel letto, da quell’isolamento forzato, ma questa mattina ha salutato la vita da solo.

Il covid ci priva di porzioni di vita, di affetti, di conforto, di carezze e ci priva della sacralità che alla morte è riconosciuta e dovuta.

Non mi riferisco alla religiosità del rito funebre, ma piuttosto al rispetto dovuto ai defunti, a quel rituale che concede a chi sopravvive l’estrema e finale cura nei confronti dei proprio caro: scegliere l’abito che lo accompagnerà in quest’ultimo viaggio, accarezzare le mani ed il volto per donare quel calore della vita che ormai è volata via, il covid ci ha tolto anche questo.

Dovremmo soffermarci e pensare se è davvero giusto sacrificare tutta questa umanità, se davvero possiamo essere sterili e asettici.. Possiamo davvero esserlo, dobbiamo davvero esserlo?