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Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato una nuova ordinanza.

La Calabria resta zona gialla, e intanto accade che il facente funzioni Governatore della Regione ha un unico obiettivo, che persegue da diverse settimane: chiudere le scuole.

Dopo le bocciature arrivate dal Tar in più occasioni, ha provato a percorrere la strada della chiusura per la campagna vaccinale del personale scolastico, tentativo naufragato anche perchè in Calabria stenta ancora a partire la campagna vaccinale per gli ultra ottantenni.

Ed ecco che da oltre 48 ore è un susseguirsi di video, dirette Facebook, durante le quali terrorizza le famiglie, e non contento nella serata di ieri ha aggiunto anche un post Facebook in cui accosta i bambini alle terapie intensive e lui si presenta in veste di prode salvatore.

Da questa mattina le dirette si sono intensificate come pure l’annuncio della fantomatica firma del provvedimento di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per due settimane.

Provvedimento che stride con l’ordinanza ministeriale che conferma la Calabria in zona gialla, ma tant’è…Nino Spirlì vuole chiudere e chiuderà!

Regioni in zona rossa ed in zona arancione cosa cambia

Il ministro della Salute ha deciso quali Regioni cambieranno colore da lunedì prossimo, l’8 marzo: la Campania passa in zona rossa, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia in zona arancione. Con il nuovo Dpcm, il primo firmato da Mario Draghi, le misure entreranno in vigore non più la domenica ma il lunedì, dopo che il cambio di colore nel bel mezzo del fine settimana era stato aspramente criticato da più parti.

Entra in zona rossa la Campania. La Campania, che entra in zona rossa lunedì 8 marzo, si aggiunge a Basilicata e Molise, già nella fascia che prevede le misure restrittive più rigide. Tra le novità inserite nella zona rossa dal nuovo Dpcm c’è la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado e l’esclusione dei barbieri e parrucchieri dai servizi essenziali, che perciò dovranno restare chiusi.

Nelle Regioni che passano in zona arancione c’erano già delle aree, più o meno grandi, con misure più restrittive rispetto al resto del territorio regionale. Da lunedì 8 marzo diventeranno arancioni il Friuli Venezia Giulia e il Veneto. Chiudono i ristoranti, pub e bar, che potranno effettuare asporto o consegne a domicilio. Restano aperte le scuole, ma solo se i contagi non superano i 250 a settimana. Non si può uscire dal proprio comune se non per comprovate esigenze di lavoro, studio, salute o necessità.