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Di seguito la lettera che Paola Turtoro ha inoltrato al Governatore facente funzioni Nino Spirlì sulla ipotizzata nuova zona rossa per la Calabria.

“Egregio Sig. Governatore f.f. della Regione Calabria Nino Spirlì, si vocifera di una imminente e reiterata “zona rossa” della regione e vorrei semplicemente invitarla a riflettere sui danni economici che la situazione che vive tutta Italia da un anno ha prodotto.

La inviterei a ricordarsi della sua amica e, purtroppo per noi, per troppo poco tempo Governatrice Jole Santelli: si è mai chiesto cosa avrebbe fatto lei se fosse ancora tra di noi?

Non si fece piegare nè intimidire dal terrorismo mediatico ed istituzionale quando la “pseudo-pandemia” era appena stata annunciata, dimostrando la lucidità e il coraggio necessariamente vitale per chi ricopre questo ruolo.

Non si sarebbe spaventata nè delle critiche di fobici genitori acclamanti la DAD, nè da altro e soprattutto alla luce dei grotteschi teatrini calati dall’alto ai quali siamo costretti ad assistere oramai da troppi mesi.

Tutte le categorie commerciali si sono adeguate (a proprie spese) ai sistemi di sicurezza “imposti” per poi vedersi mortificare sia l’impegno (soprattutto economico) che i sacrifici, c’è una intera generazione (parlo dei giovanissimi) che si porterà dietro lo scotto di scelte scellerate che hanno imposto “ignoranza” ed asocialità mentre sale il consumo di psicofarmaci ed antidepressivi (fatto molto piu’ grave del virus stesso).

Senza addentrarmi in argomenti che non mi competono mi permetto di sottolineare che il depotenziamento di tutto il sistema sanitario è la VERA causa dei disagi aumentati con il COVID ma niente è stato nè fatto nè programmato per ripristinare i servizi essenziali se non regalare spazio e soldi ai VIP.

Le patologie tumorali, troppo numerose nel nostro territorio, continuano ad aumentare ed i pazienti oncologici sono costretti da mesi a posticipare i controlli.

Palestre, centri sportivi ed altre attività considerate di “secondaria” importanza fino ad un anno fa erano la prima attività di sostentamento di molti padri di famiglia e nessun “ristoro-elemosina” potrà mai ripagare le perdite economiche e di dignità di questa categoria di persone.

Caro Governatore f.f., la mia non vuole essere nè una critica nè un rimprovero ma un invito a riflettere sui danni irreversibili che un’ulteriore chiusura arrecherebbe a tutti noi, un invito a valutare con distacco ed onestà intellettuale i provvedimenti che un Governo di criminali impone a favore di plutocrati che giocano con le nostre esistenze.

Distinti saluti.”