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Di seguito la lettera di Romualdo Lentini RSU UIL-FPL Regione Calabria – Giunta Regionale Calabria.

Il Governo vuole assumere 2.800 tecnici laureati per il sud ed è già disponibile, sulla Gazzetta Ufficiale, il bando di selezione.

Ringraziamo il Governo, che ha inteso potenziare la Pubblica Amministrazione, dopo che per tanti anni sono rimaste bloccate quasi del tutto le nuove assunzioni.

Infatti in questi anni, le Amministrazioni, per garantire un minimo di servizi, hanno dovuto ricorrere a forme di lavoro precario e a sovraccaricare il poco personale, rimasto in sottorganico dopo che un gran numero di dipendenti, è stato posto in quiescenza. In particolare, negli ultimi anni grazie alla c.d. “quota 100”.

Il bando però, consentirà di avere forza lavoro per soli 36 mesi. Fermo restando che siamo favorevoli all’assunzione di nuovo personale, specialmente giovane, che può dare una grossa boccata di ossigeno alla Calabria, ci teniamo anche a segnalare, la presenza in Regione Calabria, di oltre 350 dipendenti, diplomati, laureati e taluni anche in possesso diabilitazioni all’esercizio della professione, di Master e Dottorati di ricerca ma, purtroppo, sotto-inquadrati.

Per intenderci, questi soggetti hanno i titoli di legge per fare i Funzionari, ma inquadrati giuridicamente come “esecutori” – cat. B1 (ad esempio, possono spedire fax, collaborare nella gestione degli archivi, effettuare operazioni tecnico manuali, ecc.). Certo, durante la loro permanenza in servizio nella Regione Calabria, di lavoro altamente qualificato ne hanno fatto, perché pur essendo inquadrati e pagati come meri esecutori, sembra improbabile che la mattina lascino il cervello a casa prima di andare in ufficio. La maggior parte di essi lavora per la Regione già dal 1999, inquadrati da precari in categoria C e D, stabilizzati nel 2009 in categoria B1, dopo di che, a causa del “blocco” dei contratti nazionali e pertanto del blocco delle progressioni orizzontali e verticali, gli sono state tagliate tutte le possibilità di carriera.

Anche alcuni consiglieri Regionali nelle passate legislature, hanno evidenziato il grande ruolo di questi dipendenti, mediante interrogazioni e votazioni in aula, con le quali il Consiglio impegnava, all’unanimità, la Giunta Regionale a procedere alla valorizzazione di questo personale.

Nulla si è ancora visto. In diverse occasioni, lo scrivente ha segnalato a vari livelli, il perdurare di tale situazione fortemente penalizzante per i suddetti dipendenti. Purtroppo a causa della parziale applicazione della c.d. legge Madia, non si è provveduto a dare la giusta dignità a questa categoria di lavoratori, che continua, malgrado tutte le difficoltà a lavorare, prestando il massimo impegno, pur restando esclusa da ogni tipo di incarico previsto nelle numerose manifestazione di interesse, che vengono espletate dall’Amministrazione, la quale, ahimè, ricorre puntualmente all’esterno, mediante dei contratti a tempo determinato o specifiche consulenze, con un notevole esborso economico e creando, tra l’altro, nuovo precariato.

Oggi re-inquadrare questi lavoratori, significherebbe risolvere diversi problemi dell’ente con costi irrisori, pari solo alla differenza stipendiale relativa al passaggio di categoria. La totalità dei dipendenti appartenenti a tale contingente, risulta inquadrata, almeno, in categoria B3 economica, con un guadagno lordo mensile pari a 1.588,65. Lo stipendio tabellare della categoria C1 è pari a 1.695,34 euro lorde mensili e quello della categoria D1, invece, 1.844,62 euro lorde mensili, pertanto il passaggio alla categoria C1, comporterebbe solamente una spesa di 106,69 euro mensili, mentre quello alla categoria D1, di 255,97 euro mensili.

Nello specifico, con le posizioni economiche già conseguite, si assottigliano ulteriormente le spese di un’eventuale passaggio di categoria, fino ad arrivare al paradosso che i dipendenti di categoria B7 economico, passerebbero alla categoria C a costo zero! Pertanto, con la presente lo scrivente intende esortare le S.V.I., ognuno per le proprie competenze, all’esecuzione di ogni azione utile al fine di riqualificare il suddetto personale attraverso un corretto inquadramento di carriera.

Tale circostanza potrebbe rappresentare una soluzione alle problematiche organizzative del personale della Regione Calabria, in quanto gli stessi dipendenti sono altamente specializzati, già formati e con esperienza ultra ventennale nei vari settori della regione. Si chiede altresì, a tutti i colleghi dipendenti regionali, alle istituzioni, alle forze politiche e sociali, di voler condividere e sostenere il presente appello, teso alla risoluzione di una problematica che persiste da oltre 20 anni.