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Il Presidente Nazionale Mancuso inizia la sua intervista con Luca Ward, chiedendogli come ha vissuto quest’anno di pandemia e cosa pensa di questo 1° maggio, “Festa dei Lavoratori”, in questo periodo così complesso che ha segnato e logorato l’intera economia, compreso il mondo della Tv e dello spettacolo:

“Cosa ne penso di questo 1° maggio?

Direi che è un 1° maggio in lutto. Leggevo dei dati davvero sconcertanti. Quasi un milione di posti di lavoro persi nell’ultimo anno, senza contare il lavoro sommerso che conta quasi un altro milione”.

È così che esordisce Luca Ward.“E pensare che l’Italia, negli anni 80’, era in piena espansione.

Eravamo la quinta potenza industriale del mondo.

Le nostre industrie, aziende, dalle più grandi alle più piccole erano davvero al centro del mondo, infatti la mancanza di lavoro era ai minimi termini; per non parlare dei grandi punti di riferimento a livello politico. Oggi tutto questo non esiste più”.

Luca Word aggiunge la sua opinione in merito alla crisi in atto: “La pandemia ha logorato tutti i settori, e nel mio caso, penso in primis il teatro che è stato colpito in maniera molto potente, direi che è stato completamente dimenticato. L’abbiamo sentito nominare raramente anche nelle trasmissioni televisive, quelle che ognuno di noi ha ascoltato ed ascolta per informarsi.

Oltretutto, pochi sanno, che noi, appartenenti a questo fantastico << mondo >>, siamo oltre due milioni di persone considerando teatri, filiere degli eventi, ecc…” Ward aggiunge sottolineando: “Per cui direi che non siamo così pochi da non doverci considerare.

Ora in realtà non so cosa succederà in quanto non abbiamo prospettive; si fa presto a dire << il 28 maggio riaprono i teatri >>, ma con tutto il rispetto, il teatro non può riaprire con la stessa facilità di come riaprirebbe un bar perché è molto più complesso. Il teatro ha bisogno di programmazione a lungo termine, parliamo di una pianificazione studiata anno per anno”.

L’intervista con Luca Ward continua, raccontandoci alcuni aneddoti personali, di come ha avuto inizio la sua splendida carriera e di come ha scoperto il suo splendido dono: la sua voce: “La bella voce l’abbiamo tutti, piuttosto è il << come la si utilizza >> che fa la differenza, perché altrimenti resta semplicemente solo un suono. In realtà, deve essere guidata dalla testa, dal cuore e dalla vita, allora lì sì che fa la differenza”.Sulla stessa linea d’onda, delineata dall’amore e dalla passione per ciò che si fa, Luca Ward presenta il suo libro << Il Talento di essere Nessuno >>, che racconta l’adolescenza difficile, gli amori appassionati e il legame indissolubile con il mare: per la prima volta, Ward si mette a nudo.

Un libro che racconta, attraverso aneddoti e ricordi, tutta la verità sul mondo del cinema e del doppiaggio, e che non risparmia il suo lato più intimo e privato: “Ho scritto questo libro, ispirato da una frase di una canzone di Gianni Morandi << finché non suona la campanella, vai >>. Oggi mancano proprio i punti di riferimento, di ispirazione per i giovani. La dedica del libro è proprio rivolta a chi crede di non farcela e io dico categoricamente no, non è così”.

La tenacia, la perseveranza e la grande forza di Luca Ward emersi da questa live, hanno generato un inevitabile interesse il quale ha portato alla nascita di una futura collaborazione per quanto concerne corsi motivazionali e tante altre novità tutte da scoprire con LVM Academy.

Luca Ward termina l’incontro con il Presidente Nazionale Luca Mancuso con un’importante lezione di vita: “Lo dico sempre a tutti, dobbiamo iniziare ad occuparci noi stessi anche di quella che è la cosa pubblica, del sociale.

In Italia manca la partecipazione, non dobbiamo lasciare che tutto sia dimenticato e parlo delle persone che hanno sofferto, che hanno perso il lavoro e soprattutto delle persone che non ci sono più a causa di questa pandemia.