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“LGBT: la lunga strada verso l’uguaglianza”, questo il titolo dell’evento in modalità webinar organizzato dall’Ordine degli avvocati di Crotone e che si è svolto martedì 18 maggio.

All’evento hanno partecipato il presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Crotone Tommaso Vallone, l’avvocato Cathy La Torre del foro di Bologna, Simone Alliva giornalista de L’Espresso, il professore Domenico Bilotti dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, l’avvocato Giancarlo Cerrelli, l’avvocato Pasquale Montesano e Mikael Ekmund Sustesic esperto in “peacebulding”, prevista anche la partecipazione della senatrice Monica Cirinnà che per problemi tecnici non è intervenuta, l’incontro è stato moderato dagli avvocati Caterina Marano e Salvatore Rocca.

Dopo i saluti iniziali affidati al presidente del Consiglio avv. Vallone, l’avvocato Marano ha introdotto i lavori dell’evento spiegandone ragioni e finalità.

Un incontro-riflessione che per una serie di coincidenze è arrivato in un momento particolare, in una fase in cui al centro del dibattito c’è il DDl Zan a all’indomani della Giornata internazionale contro l’omofobia,la bifobia e la transfobia.

Sulla necessità di legiferare e di farlo a tutela di chi oggi è vittima di discriminazione a causa del genere e della disabilità, la prima parte dell’incontro si è concentrato su questi aspetti.

Analizzati gli aspetti giuridici ma non solo, si è cercato di rimettere al centro la persona, la sua tutela perchè ancora oggi la discriminazione di genere nel mondo è forte.

L’omosessualità in oltre 60 Paesi è considerata un reato, e ancora oggi in alcuni Paesi è punita con la morte.

E allora è chiaro che il legislatore deve intervenire per stabilire il perimetro, per garantire tutela e pari diritti.

Non una contrazione dei diritti, come qualcuno vorrebbe lasciar intendere, non un attacco ad un “ordine naturale precostituito”, ma si amplia, si allarga, si estende la garanzia e la tutela della dignità umana.

“Lasciare da parte le ideologie”, così l’avvocato Salvatore Rocca che ha sottolineato come il DDl Zan non deve lasciare spazio ad ambiguità ed è per questo necessario il contributo di tutti.

Di discriminazione in ambito lavorativo e civile ha parlato l’avvocato La Torre, che si batte per l’uguaglianza formale e sostanziale di tutti, dirige lo studio legale Wildside che si occupa della parte “selvaggia” dei diritti: quelli non ancora riconosciuti o considerati di serie B.

Di omotransfobia ha invece parlato il giornalista Simone Alliva, della distorsione di alcune informazioni, ma soprattutto ha posto l’accento sulle azioni “positive” previste dal DDl Zan, tra queste quelle di contrasto al bullismo omotransgenico: “Ci sono – ha spiegato il giornali de “L’Espresso – progetti di inclusione ed accettazione dell’altro”.

Di legislazione penale speciale ha discusso invece il professore Bilotti, che facendo ammenda, ne ha riconosciuto, per alcuni ambiti, ed in questo caso per il DDl Zan, non solo la valenza, ma la necessità.

Una netta inversione di linea c’è stata con l’intervento dell’avvocato Giancarlo Cerrelli.

L’avvocato crotonese ha illustrato una ricostruzione cronologica di quello che ha definito un percorso che mira a stabilire “un nuovo ordine mondiale” che attraverso la “legge del desiderio” mira a sovvertire, “in modo pericoloso”, l’antropologia umana “a danno dei bambini”.

Una ricostruzione che partendo dagli anni sessanta, dai contraccettivi, passando per l’abolizione del reato di adulterio, dalla riforma del diritto di famiglia con l’introduzione del divorzio, poi con l’aborto, il riconoscimento della filiazione fino ad arrivare alla riforma del divorzio con l’abbreviazione dei termine, con il riconoscimento delle coppie di fatto e la procreazione assistita, si arriva alla confutazione di un disegno che attraverso lo scardinamento della struttura famiglia, e accentuando l’individualismo, e slegando la sfera sessuale dalla procreazione, mira a sovvertire “l’ordine naturale”.

Il Ddl Zan diviene in questa ricostruzione ulteriore strumento di sovversione, un intervento legislativo non supportato da una reale necessita: “non esiste un’emergenza omofobia, i dati internazionali lo confermano”.

Le denunce, spiega Cerrelli, sono una percentuale bassa, mentre invece, a percentuale di accettazione degli omosessuali, dei transessuali e delle lesbiche, è alta: il 72% circa in base ad una statistica elaborata da un centro ricerche statunitensi.

Di parere opposto l’avvocato Montesano, che ha invece ricordato come e quanti giovani subiscono comportamenti discriminatori, come e quanti ancora oggi hanno paura di camminare mano nella mano con la persona che amano, come e quanto è necessario intervenire per garantire diritti e tutele, come e quanto è necessario lavorare ed attuare politiche ed azioni di inclusione.

Peacebuilding, Mikael Ekmund Sustesic ha spiegato come questa figura che promuove e si occupa dei processi e delle attività coinvolte nella risoluzione dei conflitti al fine di stabilire una pace sostenibile e assicurare la protezione di diritti umani.

I lavori sono stati conclusi dagli avvocati Rocca e Marano, che hanno ringraziato i relatori ed hanno soprattutto sottolineato la necessità del confronto su temi che incidono nella vita e nella crescita umana.

La persona al centro, guardare alla legge non solo come contenitore di norme, ma attraverso gli occhi delle persone per le quali si avverte la necessità ed il bisogno di legiferare: per una tutela che non può dipendere e farsi condizionare dalla platea di soggetti destinatari della tutela, ma perché obiettivo della norma deve essere proprio quello di garantire eguali diritti, ad 1, 10, 100, o 1000 persone.