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Non ci crederà nessuno, ma siamo in campagna elettorale e tra quindici giorni si vota.
Le elezioni per il rinnovo del consiglio regionale e per l’elezione del nuovo Presidente della Regione si avvicinano, il 3 e 4 ottobre saremo chiamati a scegliere chi, nei prossimi cinque anni, dovrà governare il nostro futuro.
Una campagna elettorale che sta passando sotto silenzio nella disattenzione totale degli elettori soprattutto dei crotonesi.
Ma in questa campagna elettorale qualcosa sta succedendo, soprattutto nelle fila della maggioranza che oggi appoggia il sindaco Voce e governa la città di Crotone.
Partiamo dalle dichiarazioni ufficiali.
La prima è stata quella della candidata nelle liste di de Magistris, Dalila Venneri.

La Venneri in un comunicato stampa specifica la sua posizione politica nei confronti del sindaco Voce.
“La mia candidatura, sia chiaro, è in contrapposizione con la parte politica che il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, sostiene a queste elezioni regionali, determinanti per il futuro della Calabria”. Scrive la Venneri che aggiunge per essere ancora più chiara: “Per quanto riguarda la mia posizione in Consiglio Comunale, proseguo nel solco della coerenza, vale a dire lontano da personaggi politici, soprattutto del centrosinistra, che negli anni hanno dimostrato di non voler bene alla nostra città e di conseguenza alla nostra regione. Perché Crotone può e deve essere il cuore della Calabria, non uno specchietto per le allodole o un amore estivo che dura giusto il tempo di una campagna elettorale”.
E se qualcuno non ha ancora capito, la consigliera di maggioranza sa essere ancora più esplicita:
“Le mie scelte in Consiglio Comunale andranno proprio in questa direzione, nella massima libertà deciderò di volta in volta cosà sarà utile o meno per la nostra comunità”.

In termini antichi questa posizione si chiamerebbe “appoggio esterno” alla maggioranza, cioè la Venneri decide di sfilarsi dalle fila di Voce assumendo una posizione autonoma rispetto alla compagine in cui è stata eletta.
Se non bastasse Dalila Venneri, in questi giorni, un altro consigliere di maggioranza, Iginio Pingitore, ha fatto sentire la propria voce con una lunga intervista rilasciata a “IlCrotonese” in cui il capogruppo di “Stanchi dei Soliti” non solo si discosta dalle scelte politiche del sindaco
dichiarando, candidamente, di non votare il centrosinistra, ma si spinge oltre chiedendo un rimpasto di Giunta subito dopo la competizione elettorale.
Per la serie: si apre la prima crisi ufficiale dell’era Voce.
Vabbè qualcuno dirà che la Venneri e Pingitore sono due casi isolati in una maggioranza compatta che sostiene Voce e la sua candidata Mimma Scida, qualcuno potrebbe sostenere che ai due “rivoltosi” è stata data una risposta di gruppo, con il resto della maggioranza impegnata in una effervescente campagna elettorale a sostenere le tesi del proprio leader e sindaco.
Ma così non è!
Si! si potrebbero dire tante cose, ma neanche queste si dicono o si vedono.
Ed il sindaco?
Il sindaco è chiuso in uno strano silenzio.

La sua candidata, Mimma Scida, è sparita dai radar di questa competizione elettorale. Tranne che in qualche post, e un comunicato sulla situazione sanitaria di qualche ora fa.
Ciò che più colpisce però è la “sparizione” del sindaco.
Non una manifestazione, non un evento, non un’intervista, non una “comparsata” magari accanto alla sua fedele candidata, solo un semplice post sul suo profilo Facebook personale in cui conferma il proprio sostegno a favore della Scida, come se qualcuno l’avesse messo in discussione.
Le “adunate” a piazza Marinai d’Italia sono ormai un lontano ricordo.
Qualcuno potrebbe pensare che dopo il flop dell’assemblea pubblica di inizio settembre, Voce abbia compreso che il sentimento e il legame con il suo popolo si sia dissolto dopo meno di un anno d’amministrazione.
Il sindaco potrebbe, quindi, optare per una ritirata strategica, andando in immersione e lasciando la “battaglia elettorale” agli altri, in modo tale da evitare che le elezioni regionali si tramutino in un
vero e proprio referendum pro o contro l’amministrazione comunale
.
Una strategia questa che lascerebbe sul campo un’unica vittima: Mimma Scida, sacrificata sull’altare della tenuta politica della maggioranza Voce.
Cosa succederà il 5 ottobre, ad urne oramai chiuse e a risultati ufficializzati?
Cosa succederà se la candidata del sindaco, Mimma Scida, prendesse pochi o pochissimi voti, magari la metà di quanto prese Voce a gennaio 2020?
Lo scopriremo soltanto vivendo, direbbe il nostro Lucio Battisti.