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L’Avv. Salvatore Rocca, il diritto condominiale è, per chi vive gli ambiti professionali, il segmento probabilmente più battuto dalla res litigiosa; in pochi altri settori (forse, a un livello diverso di occorrenza statistica, giurisdizioni adite e prospettive sistemiche, il diritto tributario e i procedimenti tra coniugi) si produce e sviluppa una dinamica giudiziaria così intensa e ritmata. Il condominio costituisce la soluzione abitativa più diffusa ed è perciò inevitabile che una sua cattiva amministrazione o lo stato di conflitto tra i condomini abbiano un impatto rilevantissimo sul giudizio civile: lo sanno gli avvocati che devono trattarne, lo sanno le parti che si trovano talora in causa senza mai addivenire a concreta soddisfazione degli interessi, lo sanno gli amministratori il cui buon operato avrebbe e nei fatti ha la forza sufficiente a contenere le liti e a preservarli dai profili di responsabilità personale e patrimoniale. Ecco perché pare che questo manuale di “Istituzioni di diritto condominiale” di Giancarlo Sciortino e Salvatore Rocca colga nel segno e intercetti tutte le sottese esigenze sin qui succintamente presentate. Ha un piano espositivo efficace, diretto, consequenziale e illustra i primi lineamenti di un percorso scientifico-professionale sulla novellata disciplina in materia. In secondo luogo, non manca di affiancare all’evoluzione recente del dettato di legge il contributo offerto dalla giurisprudenza, che tende sempre a ragguagliare nelle sezioni conclusive dei diversi paragrafi. Rispetto alla classica costruzione testuale “normativa-dottrina-giurisprudenza”, tuttavia, vediamo prevalere l’approccio da prontuario pratico, quell’insieme di strategie, utili appunto tanto al libero professionista quanto all’amministratore, tanto al condomino uti singulus considerato quanto al mediatore chiamato a proporre gli strumenti di deflazione conciliativa, per il quale gli istituti non sono trattati mai boriosamente o disarticolati dalla loro immediata sfera operativa. Da questo punto di vista, l’approccio è perciò quello di una scommessa vinta: il tentativo cioè di fare formazione di qualità per il professionista entrando nel mare aperto di una disciplina condominiale che, di là dagli oneri regolamentari e dalle certe necessitate insoddisfazioni per alcune tipizzazioni legislative, impegna qui e ora il nostro campo d’azione.