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Di seguito la nota di Ugo Pugliese, Giovanni Lentini, Peppino Cosentino e Mimmo Critelli.

E’ di questi ultimi tempi la notizia che la società A2A , tramite la controllata A2A Ambiente,
al fine di potenziare la propria presenza in Calabria , ha “acquisito” il 100% di TecnoA ,
nello specifico, la società Mida tecnologie Ambientali srl, società crotonese attiva nel
centro sud Italia nel trattamento dei rifiuti industriali con gli impianti ubicati nell’area
industriale di Crotone , in località Passovecchio , nei quali sono operativi le diverse fasi del
processo di termovalorizzazione dei rifiuti speciali..
Una notizia che non può passare sotto silenzio , anche se noi volessimo rubricare l’intera
vicenda come un normale subentro in attività d’impresa tra privati , e che per noi, invece .
merita una riflessione . Una riflessione corale, ed in linea con la transizione ecologica
avviata dall’Europa e fatta propria dall’Italia nel Piano Nazionale di Riresa e di Resilienza .
Una riflessione forte e chiara e , soprattutto, alla luce del sole alla quale noi offriamo il
nostro contributo .
La prima di queste riflessioni , tra le tanti, riguarda lo smaltimento dei rifiuti industriali e i
processi di lavorazione che avverrebbero nell’attuale sito . Sito che si trova a nord della
costa crotonese che dopo tanti anni , come tutte le aree industriali di Crotone , a seguito
della dismissione industriale dei poli di Pertusola e di Montedison , si presenta con una
serie di opifici industriali abbandonati , e con un elevato e allarmante stato di degrado e di
decadimento strutturale, che meriterebbe maggiore attenzione da parte dell’Azienda
Sanitaria Provinciale di Crotone, del Ministero della Salute e del Ministero della
Transizione Ecologica Per questo , come cittadini crotonesi , chiediamo , e la domanda la
rivolgiamo al Consorzio Regionale per le Attività Produttive , alla Regione Calabria , alla
Provincia e al Comune di Crotone , se non sia il caso di aprire un tavolo negoziale per
porre all’ attenzione di A2A , e alla valutazione comune, l’opportunità di una
delocalizzazione del nuovo impianto in altra area industriale, magari già sede di impianti
generanti energia e che portano nella zona industriale ai confini tra i comuni di Crotone e
di Scandale . Area in cui è già presente la centrale turbo gas gestita dalla società Ergosud ,
partecipata pariteticamente dal gruppo EPH e da A2A Gencogas Spa .
Sotto quest’aspetto il progetto del termovalorizzatore di A2A , se sommato ad altri
progetti in fase di valutazione , e senza dimenticare la bonifica in atto da parte della
multinazionale Eni, la prevista delocalizzazione dell’impianto di Ponticelli, e la scadenza
delle concessioni degli impianti di biomasse presenti sul territorio provinciale , potrebbe
essere occasione più unica che rara per permettere agli stessi enti pubblici di aprire , in
maniera congiunta , una discussione più ampia e complessiva sullo stato dell’arte
relativamente alla consistenza e alla localizzazione sull’intero territorio provinciale di tutti i
cicli di produzione delle energie e dello smaltimento dei rifiuti esistenti e previsti .
A partire dall’adozione da parte dell’ente provinciale del Piano Territoriale di
Coordinamento ProvincialeE senza dimenticare da parte del Comune di Crotone l’adozione
del Piano Strutturale Comunale. Un lavoro di
sistema e di messa in ordine per pensare e progettare un Distretto Produttivo Calabrese
delle Energie Rinnovabili e dell’Efficienza Energetica incentrato sulla filiera dell’idrogeno.

Potenziale distretto che , inizialmente, potrebbe muovere i primi passi partecipando al
bando per gli Ecosistemi dell’ Innovazione Territoriale pubblicato nei giorni scorsi sul sito
del Ministero dell’Università e della Ricerca . Bando dal quale gli enti pubblici territoriali
Crotonesi e della Sibaritide, oltre a tutti gli enti pubblici territoriali della Calabria, con il
sostegno pubblico ed esplicito della Regione Calabria , assieme alle Università calabresi e
meridionali , agli enti pubblici di ricerca , e altri soggetti pubblici e privati altamente
qualificati e internazionalmente riconosciuti, potrebbero attingere a risorse importanti e
straordinarie per dar vita a un progetto di grande rilevanza strategica, nazionale ed
europea: il Polo Energetico delle Energie Rinnovabili del Sud d’ Europa. Progetto che
porrebbe la Provincia di Crotone e l’Area Vasta Jonica Calabrese nelle condizioni di essere
protagonisti della Strategia Energetica Nazionale 2030, basata su Competitività , Sicurezza
e Ambiente, che destina oltre 170 miliardi di euro per investimenti nel settore dell’ energia.
Ecosistema dell’Innovazione Territoriale anche come riconoscimento, seppur postumo, per
gli oltre 60 anni di attività industriali che , in Calabria e nel Meridione , fecero di Crotone la
capitale del lavoro. Della cultura e della dignità del lavoro .
Per tutto questo , noi riteniamo che occorre ritornare ad essere protagonisti del nostro
futuro per non essere relegati a ruoli di comprimari o di comparse che , di fatto, negli
ultimi anni hanno portato a considerare il nostro territorio una specie di riserva indiana o
di “nativi di Calabria”. Condizione alla quale noi ci sottraiamo perché , forti della nostra
storia e delle nostre tradizioni , assieme a tutti i calabresi, vogliamo contribuire a costruire
un’altra Calabria. La Calabria delle opportunità e della solidarietà , in cui tutto si fonde e si
ricompone in una unità autentica e originale