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Attesa per cinque anni, durante la seduta del consiglio regionale di ieri martedì 10 novembre,è stata approvata la legge sulla doppia preferenza di genere.

Il testo prevede che nessun genere possa essere rappresentato nelle liste elettorali oltre il 60% e introduce la possibilità per l’elettore di esprimere due voti di preferenza, ed in questo caso che i voti devono riguardare due candidati di sesso diverso.

La proposta di legge è stata presentata dai consiglieri Tallini, Minasi, Vito Pitaro, Aieta, Pietropaolo, Arruzzolo, Francesco Pitaro, Crinò, Graziano, Anastasi.

É stata illustrata dallo stesso Tallini che ha dedicato il testo alla memoria della presidente Santelli.

Commossi anche gli interventi della consigliera regionale Dp Flora Sculco e Tilda Minasi della Lega.

La prima ha ricordato il lungo, non facile, percorso della legge, i continui rinvii ed i veti trasversali che la sua proposta di legge nella passata legislatura ha incontrato, ed ha sottolineato l’impegno della Governatrice Santelli.

Soddisfazione è stata espressa anche da Tilde Minasi che ha voluto anche ringraziare il presidente dell’assemblea Tallini per aver voluto dedicare l’approvazione alla presidente Santelli.

Ma volendo andare oltre il compiacimento politico l’approvazione è una conquista o un atto dovuto alla luce anche della diffida del governo e dalla necessità di adeguarsi alla legislazione nazionale?

Non si deve dimenticare che il futuro della legislatura calabrese, prima della prematura scomparsa della presidente Santelli, era appeso alle aule del Tar, proprio per la mancata applicazione della doppia preferenza di genere. L’illegittimità contestata dai ricorrenti riguardava la violazione della legge 20/2016 che imponeva alle Regioni di adeguare il proprio sistema elettorale prevedendo appunto la doppia preferenza, di cui una riservata al candidato di sesso diverso.

La Calabria di fatto da ieri cessa di essere “un caso”, così era stato definito non più tardi di qualche giorno fa in una lunga riflessione dei costituzionalisti e costituzionaliste, Docenti Unical :

“Ciò di cui ha bisogno la Calabria è di non costituire più un caso ( che è patologico) ma di essere riportata fisiologicamente ( istituzionalmente e politicamente ), in Italia.”

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