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Di seguito la nota

Con Deliberazione n. 967 dell’11.11.2020, l’Autorità Nazionale per l’Anticorruzione, per il tramite del proprio Consiglio, ha disposto l’archiviazione del procedimento sanzionatorio per l’irrogazione delle sanzioni amministrative, pecuniarie e interdittive, ai sensi dell’articolo 80, comma 12, e articolo 213, comma 13, del D. Lgs. n. 50/2016, avviato, con segnalazione della Stazione Appaltante “Comune di Crotone”, giusta Determinazione dirigenziale del Settore n. 2 del Comune di Crotone del 03.12.2019 N. 2383, nei confronti degli operatori economici A.S.D. Rari Nantes L. Auditore Crotone, A.S.D. Kroton Nuoto e A.S.D. Lacinia Nuoto, in riferimento alla procedura di gara “Affidamento in concessione d’uso degli spazi d’acqua della piscina comunale olimpionica di Via Giovanni Paolo II”, specificando come la Stazione Appaltante ed il Responsabile Unico del Procedimento – per la procedura di evidenza in questione, Dott.ssa Maria Teresa Timpano – avessero completamente travisato fatti, dichiarazioni e interpretazioni di legge. 

L’Autorità, invero, ai fini della definizione del procedimento avviato, ha stabilito, come il RUP avesse completamente errato nell’applicazione delle norme procedimentali e, più che di false dichiarazioni rese dagli operatori economici contestati, trattavasi, per alcuni di essi, di mancanza dei requisiti di ammissione alla partecipazione alla procedura medesima. Nello specifico, gli operatori economici Kroton Nuoto e Lacinia Nuoto nel presentare come garanzia fidejussoria un assegno bancario, piuttosto che un assegno circolare, non avrebbero potuto essere ammessi alle fasi di apertura delle offerte economiche e come tali andavano esclusi. Mentre al contrario andava accolta l’offerta economica della ASD Rari Nantes L. Auditore, che avrebbe dovuto essere assegnataria degli spazi acqua.

“Altro che turbativa d’asta o dichiarazioni mendaci o tentativo di falsare la gara! Abbiamo sopportato – esprime la propria amarezza, il Presidente dell’Auditore Vincenzo Arcuri – la gogna mediatica di quanti ci imputavano false dichiarazioni, di aver truccato la gara, quando in realtà le determinazioni assunte dalla dirigente erano totalmente prive di fondamento, frutto di pregiudizio, illegittime. Abbiamo finanche dovuto difenderci dai tentativi di escussione della polizza fidejussoria posta a garanzia della procedura di gara, con tutte le conseguenze del caso: negazione di accesso al credito, richiesta di pagamento di penali contrattuali, ecc. che per associazioni come le nostre appaiono montagne da scalare a mani nude. Siamo stati vittima di un aberrante errore procedimentale. Abbiamo dovuto difenderci in ambito amministrativo impugnando gli atti della Amministrazione. La Deliberazione dell’Autorità per l’Anticorruzione, fa riferimento a tecnicismi procedurali, ma è molto chiara nell’indicare come proprio il RUP della gara fosse completamente in errore. Come dovesse escludere i partecipanti privi dei requisiti di ammissione e procedere alla aggiudicazione a quelli titolati. Abbiamo sopportato anche il danno di dover emigrare quotidianamente alla ricerca di impianti che ci ospitassero per far allenare i ragazzi impegnati nelle competizioni nazionali: risultati raggiunti grazie ad impegno fisico e mentale spasmodici, frutto di sacrificio e privazioni personali enormi. Se al contrario ci avessero consentito di entrare in acqua per come legittimante acquisito dalla partecipazione alla procedura di gara e per come chiaramente asserito dalla Deliberazione ANAC citata, probabilmente, al netto dell’emergenza pandemica mondiale, avremmo potuto parlare di ben altro e fors’anche di un impianto olimpionico ancora aperto al pubblico.

Non abbiamo potuto utilizzare l’impianto natatorio olimpionico comunale per un mero errore di valutazione della Dirigente responsabile. Di fatto, dalle risultanze del procedimento, avrebbero dovuto essere aggiudicati spazi acqua alla società che rappresento e ad un altro operatore economico – continua il Arcuri – Un danno incalcolabile. Abbiamo fatto i salti mortali per poter consentire ai nostri ragazzi di allenarsi. Sebbene per un periodo limitato – due mesi – ma prorogabile, avremmo potuto giocare in casa gli incontri casalinghi di prima squadra e giovanili, avremmo potuto ospitare la comunità cittadina e tutti coloro che avessero avuto intenzione di iscriversi in piscina, ma cosa più importante avremmo potuto dare continuità all’utilizzo dello stesso, che si sarebbe potuto tenere aperto, manutenere, custodire, senza alcun ulteriore danno». «Ormai purtroppo possiamo fare ben poco – conclude Vincenzo Arcuri – Possiamo solo augurarci che le politiche del Sindaco e del Consiglio comunale eletti, della nuova giunta comunale e dell’Assessore al ramo nominati, siano dirette alla composizione di percorsi amministrativi virtuosi che conducano alla prossima riapertura dell’impianto olimpionico. Che si crei l’opportunità di coinvolgere, attraverso un bando, attraverso il project financing e/o attraverso il coinvolgimento della Federazione Italiana Nuoto e il CONI, proprio le Associazioni Sportive presenti sul territorio che sono oggettivamente, storica, riconosciuta rappresentanza cittadina degli sport natatori – con risultati sportivi non da poco: titoli italiani, partecipazioni ai massimi tornei e competizioni nazionali e internazionali – e con la loro competente esperienza nella gestione, conduzione e manutenzione, ordinaria e straordinaria, dell’impiantistica natatoria comunale».

A parlare è anche il presidente della Kroton Nuoto Tetiana Hrytsenko: “Partendo dal presupposto che noi come A.s.d. non a scopo di lucro, abbiano partecipato  al bando per gli spazi acqua nell’ottobre 2019 esclusivamente per dare continuità ad un lavoro di oltre 30 anni e che ci vedeva nell’estate del 2019 tra le migliori 20 società in Italia nel settore giovanile di categoria ragazzi settore nuoto, oltre ad aver ottenuto tredici medaglie nazionali nel salvamento con la staffetta femminile campione d’Italia indoor ad un decimo dal record italiano di categoria.
Da quanto ricordo tutte le società partecipanti alla gara avrebbero avuto lo spazio per svolgere anche attività di scuola nuoto. Nonostante le tariffe impraticabili abbiamo partecipato per non far chiudere l’impianto. Questa notifica arriva dopo un anno difficilissimo da parte della società, dei tecnici e delle famiglie, ma finalmente ci da giustizia dopo un anno di sofferenza e di silenzi.

L’errore di procedura da parte della stazione appaltante e l’annullamento della gara da parte del Rup hanno causato un danno inimmaginabile alle società. Molti giovani si sono allontanati da questo sport e soprattutto chi si stava giocando un posto in nazionale giovanile ha perso una grande occasione.


A giugno quando l’attività è ripartita a Isola Capo Rizzuto, periodo post Covid con mille difficoltà, proprio quando sembrava vedersi un po’ di tranquillità, il Comune di Crotone ha incamerato l’assegno di fideiussione, nonostante sapesse che non poteva visto che non si trattava di assegno circolare ma di controcorrente e soprattutto dopo ben 6 mesi dall’annullamento  della gara, circa 3000 euro che hanno nuovamente affossato la società che non è stata più pronta a pagare i tecnici e a sostenere l’attività.
A nostro avviso un vero e proprio accanimento, considerato che il nostro avvocato ha più volte sollecitato la dirigente a restituire l’assegno poiché non regolare, il tutto senza aver avuto mai risposta dunque costringendoci a denunciare la dirigente alle autorità competenti. Ma chi ci ripaga di un anno di sacrifici? Chi ripaga i lavoratori rimasti senza lavoro e che comunque hanno continuato a svolgere l’attività in modo gratuito, ragazzi con sogni infranti e occasioni perse che passano una volta nella vita”.