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Nella giornata di mercoledì è arrivato a cura dell’ufficio di Presidenza della Provincia di Crotone il resoconto della riunione che si è svolta il 23 febbraio ed alla quale hanno partecipato i sindaci della provincia e quelli della provincia di Cosenza per discutere, coordinarsi e concordare le azioni da intraprendere per la statale 106 tratto Crotone-Sibari.

La riunione è stata convocata e organizzata dopo che nelle settimane scorse durante un incontro che si è svolto nella Sala Borsellino della Provincia di Crotone, il presidente facente funzioni Saporito unitamente al responsabile Servizio Mobilità, Trasporti e Sicurezza Stradale della Provincia di Crotone Fabio Pisciuneri ed alla presenza della parlamentare crotonese on. Barbuto e di alcuni sindaci del territorio hanno deciso di intraprendere un percorso unitario e condiviso con i colleghi della provincia di Cosenza per ottenere interventi sulla strada statale 106 nel tratto tra Crotone e Sibari.

In quell’occasione il Comune di Crotone è stato rappresentato dalla vice sindaco, mentre nella riunione di martedì 23 febbraio, come sottolineato da Comitato Magna Graecia, il Comune di Crotone, il sindaco Voce sono stati assenti.

Di seguito alcuni passaggi del comunicato inoltrato agli operatori dell’informazione dalla Provincia di Crotone.

“Si è tenuta Martedì 23 Febbraio alle ore 17.00 presso il Cinema Teatro di
Cariati una riunione degli Enti Locali territorialmente interessati del crotonese e del cosentino per discutere della realizzazione della SS106 sulla costa jonica tra l’Aeroporto “Pitagora” (KR) e Loc. Sibari in Cossano allo Jonio (CS).
L’incontro ha avuto come suo obiettivo quello di realizzare sulla costa jonica calabrese una strada di tipologia B, a due carreggiate e quattro corsie che possa collegare il Megalotto 3, in fase di costruzione, con il capoluogo di
provincia Crotone e quindi il suo Aeroporto. Tale arteria servirebbe una
popolazione residente di oltre 500 mila abitanti e darebbe la possibilità di
sviluppo di un’area della Calabria che potrebbe consentire il rilancio dell’intero territorio regionale per i possibili risvolti di ricaduta economica e sociale che potrebbe innescare.”
(…)”La riunione è servita per suggellare un comune sentire
da parte dei cittadini calabresi che orbitano in questo territorio e che da anni attendono un’attenzione verso questa arteria che, costruita negli anni ’30, non consente in questi condizioni di poter offrire un servizio di trasporto adeguato ai tempi e alle esigenze reali di quest’aerea. Discutere per la prima volta di un unico asse stradale tra Sibari e Crotone, non più come cosa avulsa dal contesto e soprattutto non limitandosi a interventi tampone finalizzati a incancrenire, ancor di più, il precario stato dei trasporti lungo l’Arco Jonico, è il motivo che ha accomunato tutti i presenti.”

Di seguito invece il comunicato del Comitato Magna Graecia che ha sottolineato ed evidenziato l’assenza del Comune capoluogo.

“Al partecipato incontro tenutosi a Cariati ed avente oggetto il dibattito sull’asse 106 Sibari-Crotone, per la prima volta si è assistito ad un’azione comune e congiunta degli Amministratori. Abbandonando pennacchi e campanili, sono state accolte le istanze dei Presidenti delle due Province di Crotone e di Cosenza, nonché del Responsabile della mobilità per la Provincia di Crotone, Fabio Pisciuneri. 

Come Comitato, lo abbiamo sostenuto in tempi non sospetti e continuiamo a credere che solo l’unione e la cooperazione fra enti che condividono le stesse problematiche, può portare, in tempi ragionevoli, al superamento delle difficoltà che caratterizzano l’immobilismo infrastrutturale, e non solo, dell’Arco Jonico.

Tuttavia, rammarica e non poco, che la comunità crotonese non abbia accolto l’invito a partecipare. La portata storica dell’evento, obbligava ogni località impattata dall’idea progettuale ad inviare presso la sede cariatese un proprio rappresentante, qualora un Sindaco fosse inibito per altre motivazioni. Se a ciò aggiungiamo che Crotone è un comune Capoluogo e che è quello che maggiormente raccoglierebbe i benefici derivanti da un eventuale ammodernamento della SS106 a nord, la cosa assume finanche caratteristiche grottesche. 

Abbiamo sempre sostenuto che la storia, gli eventi, non si cambiano urlando dai palchi, ma cooperando e collaborando con le contermini ed affini comunità, affinché flebili grida possano diventare urla. Non ha senso piangersi addosso e urlare alla luna, se poi non si partecipa fattivamente alla vita politica reale. La statale 106, così come la sanità, così come la linea ferrata, così come l’assenza dello Stato e della giustizia lungo tutto l’arco Jonico, non è figlia di dimenticanze, ma di un preciso disegno politico volto ad isolare l’area, rendendola sempre più periferica, marginale ed impercettibile.

Dividi et Impera! È il motto con cui le forze centraliste hanno relegato l’arco Jonico, e la città di Crotone soprattutto, ad essere il fanalino di coda di tutte le classifiche. Hanno condannato, grazie alla connivenza di ataviche politiche Joniche non oculate e prone al volere dei desiderata centralisti, ad un destino di soccombenza una città con tre secoli di storia e tutte le comunità ad essa collegate. Hanno fatto in modo che due Città (Corigliano Rossano e Crotone) che condividono le medesime problematiche e che sono accomunate dalle innumerevoli ed inespresse potenzialità, annaspassero nel loro cammino.  

Risulta impensabile, ed assolutamente ingiustificabile, l’assenza del Sindaco o di un delegato, che recandosi a Cariati avrebbe contribuito a far sentire la presenza e la voce della città di Crotone. Vogliamo augurarci che tutto ciò sia frutto di svista o poca e non ponderata attenzione alla cosa e che non ci sia, contrariamente, premeditazione alcuna. Vogliamo sperare che dalla città di Crotone arrivi la prima delibera di Consiglio sulla vicenda 106 e che sia da apripista per tutte le altre comunità da Isola Capo Rizzuto a Cassano Ionio, passando dalla riviera all’entroterra, senza soluzione di continuità. “