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Ennesima, ulteriore dimostrazione che Crotone vanta un senso civico e di appartenenza più forte del “non curanza”, o meglio della “non cura” alla quale la città pare dover essere necessariamente condannata da amministratori distratti.

Questa volta raccontiamo il lavoro fatto, gratuitamente e volontariamente da un gruppo di cittadini, un gruppo di giovani uomini e donne, che non vogliono rassegnarsi alla “non cura” dei luoghi della città pitagorica.

Piazza Castello, luogo emblematico, rappresentativo di radici e storia, luogo, come tanti altri del resto, costretto a cedere e spesso cadere sotto i colpi dell’incuria e della non cura della pubblica amministrazione.

La chiusura del Castello ha già inferto un duro colpo al centro storico ed alla città più in generale, una ferita che brucia, che pulsa di dolore…e vedere quelle strade, quei vicoli, quella porzione di storia preda di erbacce, sporcizia, vittima della dimenticanza: è sale su quella ferita.

Ed è per questo che il lavoro fatto da questi ragazzi, “Gli amici di piazza Castello” assume un valore pregnante, una dimostrazione reale che non ci arrende al dolore, che quella ferita qualcuno vuole “curarla”.

Il rischio è che chi dovrebbe e potrebbe “curare” abdichi alle proprie responsabilità, al proprio intrinseco dovere di “Cura ed assistenza”.

Grazie agli “Amici di piazza Castello”, grazie a quanti non si arrendono e continuano nell’esercizio delle “buone pratiche quotidiane” di cura ed attenzione al bene collettivo, al “bene comune”.