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Si è svolto nei giorni scorsi il Workshop itinerante “Sulle tracce dei Templari”, nell’ambito del 13° Festival del Turismo Responsabile 2021, all’interno della splendida cripta dell’ex cattedrale di Umbriatico.

A moderare i lavori lo studioso di storia locale, Giuseppe Pisano il quale, oltre a presentare i relatori, ha voluto spiegare i tanti misteri che avvolgono la cripta segreta umbriaticese.

Primo ad intervenire è stato il cavaliere Enzo Valente, direttore dell’Accademia Templare di Cirò Marina il quale, dopo avere ringraziato tutti i partecipanti, ha voluto mettere in evidenza le tante iniziative messe in atto dall’Accademia per far conoscere la realtà templare in Umbriatico e in tutto il territorio circostante. Subito dopo è intervenuto Fra Patrizio Rizzo, Superiore locale dell’Opera Santa Maria della Luce il quale ha inteso sottolineare il rapporto cordiale e spesso collaborativo tra la realtà neotemplare di Cirò Marina e la chiesa di Umbriatico. Tra gli interventi di saluto che hanno preceduto i relatori, quello di Luigi Mingrone promotore del Festival del Turismo Responsabile .

E’ seguito l’intervento dei relatori.

L’archeologa Giovanna Panebiaco, membro dell’associazione “Frammenti”, ha trattato il tema degli abitanti dell’antica Paternum. A tale riguardo la Panebianco ha specificato che la sede vescovile di Umbriatico un tempo era posta in Marina dove sorgeva l’antica Paterno e si pensa sia stata fondata addirittura da San Pietro, per come riportato dagli studiosi Terminelli e Puglese. La giovane studiosa inoltre ha elencato i vari ritrovamenti avvenuti lungo il torrente Lipuda, un tempo navigabile.

Infine è intervenuto il rettore dell’Accademia Templare Nazionale, Filippo Grammauta il quale, dopo avere illustrato al numeroso pubblico presente la storia dell’Ordine del Tempio, ha parlato del culto della verità, della fedeltà, del mantenere le promesse, del coraggio, dell’onore. “Essere cavalieri oggi non è folklore ma sostanza, è battersi per la realizzazione di un ideale che ha radici profonde nella nostra civiltà occidentale e cristiana – ha sottolineato Grammauta-.