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Il nostro Paese, così come il resto del mondo, ha vissuto momenti di grande sofferenza sia per l’emergenza sanitaria scatenata dalla pandemia Covid-19, che per la conseguente crisi economica dovuta alle restrizioni per la lotta alla stessa pandemia.

Per il Restart del nostro Paese e per una rapida ripresa del sistema economico aziendale, del nostro tessuto imprenditoriale è essenziale che sia posta una particolare attenzione nell’avviare una serie di riforme strutturali per favorire la digitalizzazione delle imprese, sbloccare nuovi fondi a sostegno delle stesse ed in particolare soffermarsi su quello che è il tema principale, centrale, ovvero l’imprenditoria giovanile.

“L’imprenditoria giovanile è il futuro del nostro Paese”, è questa l’affermazione del Presidente Nazionale FenImprese Luca Mancuso: “Vi è la necessità che si investa maggiormente sui giovani, che vi siano per loro sempre più opportunità nel mondo del lavoro. Le nuove generazioni ormai, si può dire che sono allo sbaraglio. Vi è una sorta di <<cecità>> da parte della politica che pian piano li sta privando di un futuro, di opportunità e reale crescita”. Il Presidente Mancuso sottolinea un aspetto tanto importante quanto critico al riguardo: “Si pensi che vi è circa il 30% di disoccupazione giovanile, per non parlare della dispersione scolastica, scarso accesso all’università e un elevato numero di ragazzi che non studiano e non lavorano”.

“L’imprenditoria giovanile è la forza motrice di questa difficile ripartenza”. Il Presidente Mancuso invita tutti ad effettuare una ferma e profonda riflessione in merito a quella che è l’importanza della formazione, in quanto i giovani devono essere in grado di affrontare un mercato in continua dinamicità e sviluppo. È un argomento molto delicato, da non sottovalutare: restituire ai giovani la possibilità di realizzarsi nel mondo del lavoro.

Il Presidente Mancuso aggiunge: “Bisogna intervenire con immediatezza oltre che con importanti sostegni economici, ma anche con una semplificazione di una burocrazia che spesso ostacola, con mille passaggi contorti, complicati, lo sviluppo di imprese che potrebbero contribuire in maniera cospicua alla ripresa e ad un futuro prospero per l’economia italiana”.