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Di seguito la nota del consigliere comunale del gruppo “Crotone Città di Tutti” Antonio Megna.

Dal primo aprile cesserà lo stato di emergenza covid, cambieranno diversi provvedimenti dopo due
anni drammatici di pandemia, ma la crisi economica e sociale è ancora ben visibile e ancora più
grave di tutti questi mesi passati.
Se dal punto di vista sanitario si è deciso di dare un termine all’emergenza sanitaria, la difficoltà
socioeconomico determinato dalla pandemia è ancora troppo evidente e sarà sempre più crescente.
Ci sono settori economici devastati da questa crisi sanitaria, oggi aggravata anche dalla guerra in
Ucraina, come i pubblici esercizi e il settore del turismo, le piccole attività commerciali ed artigiane
che con l’aumento sconsiderato dei prezzi delle materie prime, del carburante e dell’energia
continuano tra mutui, affitti e balzelli, a soffrire oltre ogni limite.
Per molte imprese della ristorazione e della somministrazione di alimenti e bevande la fine
dell’emergenza sanitaria non coinciderà con la fine dell’emergenza economica, che anzi continuerà a
manifestare tutti i suoi drammatici effetti.
La fine dello stato di emergenza sanitaria invece che far tirare un sospiro di sollievo potrebbe creare
un serio problema a questa categoria.
Si ritorna, infatti, alle vecchie regole, che vigevano prima dello scoppio della pandemia: per i
ristoratori, già autorizzati a svolgere attività all’aperto, questo significa che dovranno attenersi alle
vecchie autorizzazioni in fatto di occupazione del suolo pubblico, molto più limitative, mentre per
chi ha aperto l’attività nel bel mezzo dello stato di emergenza è necessario presentare il progetto per
poter usufruire di uno spazio adeguato, ma con precisi limiti.
Nel decreto-legge “Mille proroghe” il governo ha prolungato fino al 30 giugno le misure di
semplificazione per la presentazione delle domande e la posa in opera temporanea di nuove
concessioni per l’occupazione di suolo pubblico o di ampliamento delle superfici già concesse.
Resta però limitato fino al 31 marzo l’esonero dal pagamento.
Dal primo aprile i commercianti dovranno pagare l’occupazione del suolo pubblico.
Molte amministrazioni comunali sono già corse ai ripari e hanno agito per venire incontro ad un
settore che è stato tra i più penalizzati dalla pandemia e che oggi, alle porte della stagione estiva,
rischia di pagare anche il dazio della guerra con una drammatica contrazione della domanda.
Crotone, purtroppo, non è tra queste città fortunate.

L’amministrazione comunale a guida del sindaco Voce dimostra, ogni giorno di più, di essersi
chiusa all’interno del palazzo e di essere completamente estranea, disinteressata e del tutto
indifferente alle dinamiche sociali ed economiche della città.
Per questo, da tempo, sto e stiamo chiedendo un salto di qualità dei nostri amministratori, ma a
distanza di diciotto mesi dobbiamo amaramente concludere che non sono disponibili ne capaci a
realizzare questo necessario cambiamento.
La fine dello stato di emergenza non è stata una meteora inaspettata ed improvvisa, ma è stata
decretata per tempo dal Governo, ma nel palazzo comunale sembrano non accorgersi, sembrano
vivere su un altro pianeta.
Bisogna agire subito e in fretta.
Chiediamo che il Comune proroghi la gratuità dell’occupazione del suolo pubblico per bar, pizzerie
e ristoranti almeno fino al termine della stagione estiva se non addirittura fino al 31 dicembre.
Lo possiamo fare anche perché l’iter per l’approvazione del bilancio comunale non è nemmeno
iniziato, siamo ancora in fase di programmazione e quindi il mancato introito della tassa
sull’occupazione del suolo pubblico può non costituire un problema.
L’indifferenza di questa amministrazione nei confronti delle sofferenze della città e del suo tessuto
economico e imprenditoriale rischia di provocare danni gravi e irreparabili.
Si diano da fare prima che sia troppo tardi.