Il 4 maggio 2023, alle ore 11.00, in Crotone, presso il Museo di Pitagora, si è celebrata la
cerimonia di restituzione allo Stato Italiano, nella persona del Direttore Regionale Musei
della Calabria, Dott. Filippo Demma, e alle Repubbliche del Perù e dell’Ecuador,
rappresentati rispettivamente dall’Ambasciatore in Italia, S.E. Eduardo Martinetti e dal
Ministro dell’Ambasciata dell’Ecuador, S.E. Patricio Troya Suarez, da parte del Vice
Comandante del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma, Colonnello
Mario Mettifogo, unitamente al Comandante del Gruppo Carabinieri TPC di Roma,
Tenente Colonnello Andrea Ilari, e al Comandante del Nucleo Carabinieri TPC di
Cosenza, Tenente Giacomo Geloso, alcuni dei preziosi reperti archeologici recuperati in
Italia e nel Regno Unito nel corso delle attività svolte nell’ambito dell’indagine
convenzionalmente denominata “ACHEI”.
Alla cerimonia di restituzione hanno preso parte il Prefetto di Crotone, Dott.ssa Franca
Ferraro, il Procuratore della Repubblica di Crotone, Dott. Giuseppe Capoccia, il
Comandante della Legione Carabinieri Calabria, Generale di Divisione Pietro Francesco
Salsano, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Crotone, Tenente Colonnello
Raffaele Giovinazzo, nonché le massime Autorità Civili, Militari e Religiose provinciali e
cittadine.
I preziosi reperti di eccezionale valore archeologico riconsegnati consistono in:

  • specchio in bronzo con impugnatura a forma di fanciulla panneggiata (kore), eccellente
    esempio di manufatto realizzato da sapienti mani nelle officine bronzistiche di Crotone,
    epoca V sec. A.C.;
  • grande lekythos attica a figure nere (Dioniso e corteo con menadi e satiri) su fondo
    bianco, attribuibile al Pittore di Edimburgo, epoca 500 a.C.;
  • pisside globulare con coperchio a figure geometriche, risalente al IV sec. a.C.;
  • brocca biconica acroma con piede ombelicato con ansa verticale a nastro incisa-
    ceramica comune acroma con incrostazione bruna ricoprente tutta la superficie del
    vaso, età romana;
  • brocca globulare acroma con piede ad anello e con ansa verticale a nastro incisa, con
    bocchello circolare leggermente svasato, che presenta due incisioni circolari, una sulla
    vasca e una sul collo – ceramica comune acroma con incrostazione bruna ricoprente
    tutta la superficie del vaso, età romana;
  • coppetta a vernice rosso bruna, con piede ad anello e sovradipintura bianca interna con
    due cerchi concentrici sul fondo e uno sotto al bordo dell’orlo, età medievale;
  • busto femminile in breccia marmorea, che presenta le spalle drappeggiate e i tratti
    somatici leggermente stilizzati, risalente a età medievale;
  • fibbia in lega di ottone pertinente a elemento di abbigliamento (cintura o calzatura),
    epoca XVI-XVII secolo d.C.;
  • fibbia per cintura bizantina di tipo “Balgota” con tre elementi incernierati e mobili, età
    bizantina (VII sec. d.C.);
  • coppia di orecchini in bronzo con verga a sezione circolare decrescente,
    originariamente argentati o dorati, epoca VI-VII sec. d.C.;
  • applique in piombo a forma di volto frontale (protome) femminile con caratteristica
    acconciatura, realizzata per fusione entro stampo aperto, età ellenistica (fine IV-III sec.
    a.C.);
  • 21 esemplari di monete autentiche in rame (CU), bronzo (AE) e mistura (MI), dall’età II
    sec. a.C. al XV sec. d.C.;
  • 52 esemplari di monete in oro (AV), rame (CU), bronzo (AE), Argento (AG) e mistura
    (MI), dall’età V sec. a.C. al III sec. A.C.;
  • hydria a figure rosse con sovraddipinture bianche. Lato A: una quadriga trainata da una
    Nike alata; al di sotto delle zampe del primo cavallo: un delfino e una conchiglia. Lato B:
    una grande palmetta e elementi vegetali. Al di sotto della scena: fascia a meandri e
    segni ad X; sulla fascia dell’orlo: guttae; sul collo: foglie e un medaglione centrale. Alto
    piede modanato verniciato in nero;
  • oinochoe con orlo trilobato. Il corpo è modellato a protome femminile con dettagli in
    nero. Il collo, l’ansa sormontante, una fascia dell’alto piede modanato e il retro sono
    verniciati in nero con sovraddipinture di bianco;
  • hydria acroma con ansa verticale a doppio bastoncello e tracce di decorazione
    geometrica in bruno su collo, ansa e spalla;
  • due pesi da telaio troncopiramidali con foro passante, uno dei quali presenta sulla
    faccia una decorazione circolare impressa;
  • epichysis a vernice nera con sovradipinture in bianco e giallo nello stile di Gnathia.
    Bocca a canale, lungo collo cilindrico, ampia spalla arrotondata e corpo modanato a
    rocchetto; l’ansa sormontante si imposta dall’orlo alla spalla;
  • oinochoe con orlo trilobato e ansa sormontante. Vernice nera su orlo, ansa, collo, parte
    bassa del corpo e piede; sulla spalla: triangoli ottenuti a risparmio alternati a punti
    bianchi suddipinti; sul corpo (risparmiato): lingue verticali a vernice nera e piccoli rombi,
    con punti bianchi suddipinti;
  • epichysis a figure rosse. Bocca a canale con protomi in rilievo all’attacco dell’ansa,
    lungo collo cilindrico, ampia spalla arrotondata e corpo discoidale; l’ansa a nastro
    sormontante si imposta dall’orlo alla spalla. La decorazione principale sulla spalla è
    costituita da palmette ed elementi vegetali, mentre al di sotto del beccuccio vi è una
    figura alata seduta androgina;
  • epichysis a figure rosse. Bocca a canale con protomi all’attacco dell’ansa, lungo collo
    cilindrico a profilo concavo, ampia spalla arrotondata e corpo modanato a rocchetto;
    l’ansa a nastro sormontante si imposta dall’orlo alla spalla. La decorazione principale
    sulla spalla è costituita da un erote androgino nudo inginocchiato verso destra con una
    corona nella mano sinistra e uno specchio nella destra. Sul resto della spalla sono
    presenti due ampie palmette che partono da una terza palmetta alla base del vaso;
  • lekythos a reticolo: orlo estroflesso, collo cilindrico, piccola ansa verticale impostata su
    collo e spalla, ventre ovoidale, alto piede modanato. L’orlo, il collo, l’ansa, la spalla e la
    parte bassa del piede sono a vernice nera, che si conserva poco omogenea; reticolo sul
    ventre;
  • guttus a vernice nera monoansato con vasca baccellata e lungo beccuccio versatoio
    impostato obliquamente sul serbatoio. La faccia superiore è decorata con un
    medaglione a rilievo piuttosto basso, realizzato a matrice e raffigurante una testa di
    negroide rivolta a destra;
  • guttus a vernice nera monoansato con vasca baccellata e lungo beccuccio versatoio
    quasi verticale impostato sul serbatoio. La faccia superiore è decorata con un
    medaglione a rilievo, realizzato a matrice con una protome, forse di Medusa;
  • lekythos a vernice nera con imboccatura a trombetta, piccola ansa verticale impostata
    su collo e spalla, ventre globulare, largo piede ad anello;
  • cratere a campana con piede troncoconico e fusto di raccordo; piccole anse orizzontali
    ripiegate verso l’alto. Il vaso ha argilla beige depurata e presenta una decorazione in
    rosso-arancio a linee e fasce orizzontali: dalla linea più alta sotto l’orlo pendono
    elementi vegetali stilizzati;
  • attingitoio con labbro obliquo, vasca profonda a profilo convesso e alta ansa a nastro
    con estremità lunata. Presenta una decorazione bicroma rossa e nera con motivi
    geometrici sull’ansa, sul labbro, sul corpo e sul fondo esterno (ruota a 8 raggi). Al centro
    della vasca è rappresentata una figura antropomorfa a corpo triangolare;
  • brocca con alto orlo svasato su cui si imposta l’ansa sormontante a nastro, priva di
    collo, corpo globulare, piede a disco. Sull’orlo interno, sul corpo e sull’ansa:
    decorazione a bande orizzontali di colore nero;
  • skyphos biansato, con fasce dipinte in bruno-nero sul corpo. Orlo leggermente
    estroflesso, anse orizzontali (di cui una mancante: mutilo), piede ad anello;
  • askòs acromo, con termine a punta a forma di coda di volatile stilizzata, ansa a nastro,
    orlo a tesa orizzontale. Piede ad anello con fondo forato post cottura, che suggerisce un
    ambito di necropoli;
  • kantharos su alto piede modanato con anse sormontanti. Vernice nera evanide e
    fortemente incrostata. Labili tracce di decorazioni suddipinte in bianco;
  • lekane con coperchio a figure rosse. Il coperchio presenta una vasca bassissima
    decorata con protomi femminili con sakkos e palmette tra le figure; il pomello discoidale
    su fusto è decorato con motivo a raggiera; il battente verticale è decorato a chevrons;
  • thymiaterion (incensiere) modellato a volto di dea. Sul retro è presente un foro. Nella
    parte sommitale sono presenti 5 forellini praticati prima della cottura, interno cavo;
  • statuetta fittile raffigurante Eros con foro sul retro e cava. Argilla arancio-rosata con
    numerosi inclusi;
  • Statuetta fittile raffigurante Europa e il toro; cava. Poco rifinita, tracce di colore rosso
    sulla superficie. Argilla beige-rosata depurata;
  • Statuetta fittile raffigurante una Sfinge accovacciata; realizzata a matrice, retro non
    lavorato. Argilla beige-rosata con inclusi bianchi. Incrostazioni terrose;
    Le investigazioni hanno portato al sequestro, inoltre, di reperti “precolombiani” originari
    degli Stati del Perù e dell’Ecuador, restituiti ai rispettivi Ambasciatori:
    1 bene proveniente dal Perù:
     contenitore dal corpo lenticolare con carenatura centrale, collo rigonfio, denominato
    “vaso urlatore” – Perù, costa settentrionale, cultura Chimú-Inka (epoca 1470 – 1532
    d.C.);
    2 beni provenienti dall’Equador:
     coppa emisferica con corto piede tronco-conico, dipinta all’interno, modellata a mano
    con tecnica “a colombino” – complesso Tuza-Cuasmal, epoca 1250–1534 d.C.;
     coppa dal corpo biconico e carenato, labbro rientrante – ceramica modellata a mano con
    tecnica “a colombino” – complesso Piartal (epoca 750 – 1250 d.C.).
    Inoltre, sono stati esposti anche importantissimi reperti archeologici etruschi, recuperati
    nell’ambito della stessa attività investigativa, che saranno restituiti ai musei che la
    Direzione Generale del Ministero della cultura individuerà in relazione alla loro origine,
    consistenti in:
  • vaso etrusco biconico monoansato in ceramica di impasto, caratteristico della cultura
    villanoviana, risalente al primo periodo Villanoviano tipico;
  • stamnos etrusco in bronzo con anse terminanti a forma di mani, prodotto in Etruria, in
    particolare nel centro etrusco di Vulci, e in ambiente italico – epoca V-IV sec. a.C. con
    attardamenti nel periodo ellenistico;
  • olla a coste con orlo a tesa arrotondato, decorato all’interno con cinque solchi
    concentrici, prodotto in Etruria meridionale, largamente diffusa dall’VIII fino alla prima
    metà del VI sec. a.C.
    Gli straordinari reperti archeologici restituiti, di ingentissimo valore sia storico-culturale, sia
    economico, sono stati rintracciati nel contesto di una complessa attività d’indagine dei
    Carabinieri del Nucleo T.P.C. di Cosenza che ha acclarato, inequivocabilmente,
    l’esistenza di un vasto traffico su scala nazionale e internazionale – con ramificazioni in
    Gran Bretagna, Francia, Germania e Serbia – di reperti archeologici provenienti da scavi
    clandestini operati anche nei siti archeologici di “APOLLO ALEO” di Cirò Marina,
    “CASTIGLIONE DI PALUDI” del Comune di Paludi (CS) nonchè nell’area di
    “CERASELLO” del Comune di Pietrapaola (CS) e in tanti altri terreni privati del territorio
    delle province di Crotone e Cosenza.
    Le indagini, condotte dal maggio 2017 e concluse nel luglio 2018, hanno consentito di
    accertare i sistematici saccheggi di più squadre di “tombaroli” che, con una articolata
    suddivisione di competenze e ruoli, garantivano al mercato clandestino un flusso continuo
    di beni archeologici, di ingente valore economico, inseriti in articolati e complessi canali di
    ricettazione in Italia e all’estero.
    L’operazione si è conclusa con l’emissione di un’ordinanza di applicazione di misure
    cautelari da parte del G.I.P. del Tribunale di Crotone, su richiesta della locale Procura
    della Repubblica che ha coordinato le indagini, nei confronti di 23 persone ritenute
    responsabili, a vario titolo, di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla
    commissione dei reati finalizzati di danneggiamento del patrimonio archeologico dello
    Stato, impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, ricettazione ed
    esportazione illecita.

  • vaso etrusco biconico monoansato in ceramica di impasto, caratteristico della
    cultura villanoviana, risalente al primo periodo Villanoviano tipico;
  • stamnos etrusco in bronzo con anse terminanti a forma di mani, prodotto in
    Etruria, in particolare nel centro etrusco di Vulci, e in ambiente italico, epoca
    V-IV;
  • specchio in bronzo con impugnatura a forma di fanciulla panneggiata (kore),
    eccellente esempio di manufatto realizzato da sapienti mani nelle officine
    bronzistiche di Crotone, epoca V sec. A.C.;
  • grande lekythos attica a figure nere (Dioniso e corteo con menadi e satiri)