Il mondo attuale, con la forte espansione digitale, deve fare i conti con molte nuove realtà, anche dal punto di vista giuridico.

Per quanto concerne le leggi e i regolamenti che influenzano la sponsorizzazione dei brand da parte degli influencers, c’è da specificare che non sono le medesime in tutti i paesi del mondo, per via delle differenze culturali ed economiche. 

Concentreranno quindi l’attenzione sulle normative specifiche italiane.

Anzitutto, si menziona il Codice del Consumo che tutela consumatori da pratiche commerciali ingannevoli. Queste ultime possono essere soggette a vigilanza da parte dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato (AGCM).

Per quanto riguarda la sponsorizzazione di brand, bisogna menzionare il “Testo unico dei servizi media audiovisivi” e le Linee Guida dell’AGCOM. Gli influencers, considerati fornitori di servizi media analoghi a quelli televisivi, devono indicare chiaramente la sponsorizzazione nei loro contenuti, ad esempio attraverso l’uso di hashtag come #sponsorizzato, #ad, #pubblicità. 

È inoltre essenziale la veridicità delle informazioni condivise in linea con il principio di correttezza dell’informazione e che vengano rispettati i diritti fondamentali, con anche particolare attenzione alla tutela dei minori, dato il pubblico giovane o giovanissimo con cui spesso si interfacciano. In termini di privacy, gli influencers devono osservare la Legge sulla Privacy e il GDPR per il trattamento dei dati personali. Inoltre, è importante aderire al Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, che pone l’attenzione sulla lealtà nelle comunicazioni commerciali.  

È essenziale che si faccia riferimento al rispetto del diritto d’autore e della proprietà intellettuale, argomenti molto vasti e specifici che richiedono attenzione a parte per essere ben spiegati nel dettaglio. Recentemente è intervenuto l’AGCOM ed ha reso pubblico il 16 gennaio 2024 con l’allegato A alla delibera n. 7/24/cons le Linee Guida destinate agli influencers.

L’Avv. Rocca e la Dott.ssa Gallo sostengono che:

“La comunicazione deve essere chiara e le sponsorizzazioni devono essere segnalate al pubblico. I contenuti devono contenere delle indicazioni precise e devono essere basati su esperienze effettivamente vissute o prodotti realmente provati, in quanto le implicazioni legali per un influencer che promuove un prodotto senza rivelare il rapporto sponsorizzato con il marchio può portare alla violazione nello specifico degli artt. 20, 21 e 22 del Codice del Consumo, con conseguente sanzione da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. La sanzione varia a seconda della gravità del comportamento posto in essere: può consistere in sanzioni amministrative pecuniarie, in misure correttive o nella pubblicazione della notizia (che inciderebbe negativamente sull’immagine e quindi sulla reputazione dell’influencer).

Da non tralasciare il fatto che questo porterebbe a violazione contrattuale nel confronti del marchio sponsorizzato, che potrebbe essere la causa di ulteriori azioni legali”.

E, ancora: “Il contratto, anche in questo caso, è la base legale delle parti coinvolte, con cui si porranno le fondamenta della relazione commerciale. Verranno stabilite le condizioni della sponsorizzazione (ad esempio i social su cui avverrà la sponsorizzazione e in che forma); le durate, i termini di pagamento e tutte le clausole necessarie e utili alle parti stesse.”

Inoltre, “le conseguenze legali per il marchio sono molteplici, molte delle quali coincidono con quelle applicabili alle influencer stesse nel caso in cui venga pubblicizzato un prodotto o servizio in modo ingannevole o fraudolento. Emerge, inoltre, il rischio che i consumatori possano intraprendere azioni legali nei confronti del marchio e che queste prevedano un risarcimento danni. Oltre alle conseguenze legali, ritengono importante menzionare un’ulteriore conseguenza non di certo marginale: il danno alla reputazione, che potrebbe portare a conseguenze molto gravi riguardo la credibilità del marchio, che invece è essenziale mantenere sempre alta per il posizionamento sul mercato”.

In conclusione, la Dott.ssa Gallo, illustra il proprio progetto: “Fashion Law Italia (www.fashionlawitalia.com), ha l’obiettivo primario di rendere accessibile la comprensione delle normative dell’industria della moda, attraverso l’utilizzo di un linguaggio chiaro e diretto, guidando gli utenti attraverso l’accesso ad informazioni di diverso tipo: da nozioni base ad argomenti specifici. Questo progetto, grazie alla visibilità data dalla sua presenza sulle principali piattaforme digitali, vuole contribuire ad abbattere la percezione inesatta del diritto della moda come ambito marginale.

Inoltre, Fashion Law Italia vuole essere anche un centro di scambio di idee e proposte innovative volte a promuovere le piccole e medie imprese italiane nel settore della moda, attraverso iniziative a vantaggio del Made in Italy”.