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“Quello che sta succedendo a Crotone, così come nelle altri sedi calabresi e nazionali della Abramo Customer Care, ha del drammatico. La Abramo Customer Care nata nel 1996 come Datel, oggi è in fase di concordato. Il mio pensiero in questo momento va agli oltre 3000 dipendenti, a chi ha creduto in questa azienda e ci ha messo passione, serietà, competenza e tanto lavoro affinché diventasse un colosso nazionale. Già questa estate parlando con il manager aziendale Giovanni Oristano per la situazione dei ragazzi di Roma capitale, chiesi informazioni sulla ‘salute’ di un’azienda che come molte non attraversava un buon momento, ebbi rassicurazioni sulla motivazione  a continuare la sua mission e garantire la continuità lavorativa. Dopo le insistenti voci circolate in questi giorni, ho contattato nuovamente il manager, che mi ha confermato la fase concorsuale. Oggi più che mai non possiamo permetterci che un’azienda come la Abramo, con sedi in tutta Italia ed anche all’estero, fallisca. Penso alla mia Crotone e a ciò che potrebbe comportarne la chiusura con la perdita di tantissimi posti di lavoro. Non possiamo permettercelo e non dobbiamo permetterlo. A tal proposito, ho parlato con il vicario alla Camera di FI, Roberto Occhiuto affinché insieme si faccia un azione di forza per mobilitare il governo. Ancora una volta tornerò ad interrogare il Ministro, a chiedere così come hanno già chiesto i sindacati l’istituzione di un tavolo di crisi al ministero del lavoro. In questo periodo di Covid-19 in un territorio dove il lavoro è un miraggio, si aggraverebbe una situazione di già per se drammatica.  Chiederemo al governo di adoperarsi affinché gli imprenditori non vengano lasciati soli e i lavoratori tutelati”. Lo dichiara in una nota Sergio Torromino, deputato di Forza Italia.

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