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A poche ore da quello che sarà il DPCM decisivo per le sorti della Nazione ci troviamo a celebrare il 4 novembre. Ha senso parlare di 4 novembre oggi in un’Italia divisa in diversi punti e in diverse regioni per più o meno contagi da Covid? Ha senso parlare di unità nazionale quando ancora persistono differenze tra quello che è il Nord Italia e il Sud Italia, uniti tragicamente questa volta da un DPCM che li vede legati per aree a rischio chiamate “zone rosse”. Zone rosse che differiscono non per incidenza di casi di COVID-19 ma per una differenza storica. Il Sud resta e persiste fanalino di coda in un Paese ancora a due velocità, un paese che non distribuisce risorse ed investimenti e che si auto denuncia in questo momento dichiarando il sud poco evoluto “zona rossa”.
Nel nostro caso non si parla di contenimento dei contagi! Il nostro sud di rosso dovrebbe avere solo il volto di una politica che non è stata in grado di fare investimenti in sanità, rosso paonazzo dovrebbe essere il volto di un commissario straordinario che dovrebbe far quadrare costi e investimenti, e di tutti i direttori generali delle varie asp, asl che in questi anni non sono state in grado di amministrare un bene così prezioso. Carenza di posti letto, parole pesanti come macigni che stanno generando paure e preoccupazioni.
Paghiamo con un’etichetta di zona rossa la mancanza di una politica attenta allo sviluppo della sanità territoriale paghiamo di nuovo il prezzo per il mancato investimento sul sud, paghiamo un caro prezzo questa volta con un’economia che ha due velocità, e la nostra è quella più lenta. Unità di un’Italia che non sia divisa in due e che possa essere realmente unita e coesa e non si presti a politici che su divisioni e paure fondano ed edificano il loro consenso, paura dietro paura la Nazione muore.

Buon 4 novembre a tutti.

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