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Pubblicata questa mattina l’indagine della qualità della vita del Sole 24 Ore 2020: ultimo posto occupato da Crotone e dalla sua provincia.

L’indagine prende in esame 90 indicatori, suddivisi nelle tradizionali sei macro-categorie tematiche (ciascuna composta da 15 indicatori) :

1. ricchezza e consumi;
2. affari e lavoro;
3. ambiente e servizi;
4. demografia e salute;
5. giustizia e sicurezza;
6. cultura e tempo libero.

L’aumento a da 42 a 90 indicatori, proposto già dal 2019, consente di misurare molti aspetti del benessere. Gli indicatori sono tutti certificati, forniti al Sole 24 Ore da fonti ufficiali, istituzioni e istituti di ricerca.

Ultimo posto nella classifica finale, ad incidere sono i posizionamenti in fondo alla classifica nelle categorie:

Cultura e tempo libero, depositi bancari, ricchezza e consumi, reddito disponibile, riqualificazione energetiche degli immobili, percentuale di giovani che non lavorano e non studiano, diffusione del reddito di cittadinanza, tasso di occupazione, indice di lettura dei quotidiani, presenza di cinema, offerta culturale e cessazione delle imprese nel periodo gennaio-settembre 2020.

Quello che emerge è che accanto ad una povertà economica, aggravata dall’emergenza epidemiologica da Covid-19, vi è una povertà culturale, educativa e di formazione cresciuta negli ultimi dodici mesi.

Allarmante è la percentuale di giovani che non studiano e non lavorano il 44,9% contro il 9,7% di Bolzano, ed anche la percentuale di persone di età compresa tra i 25 ed i 64 anni che hanno almeno il diploma, a Bologna che primeggia in questa categoria sono il 75,6%, mentre a Crotone che chiude la classifica al penultimo posto la percentuale scende al 46,1, peggio di noi solo Caltanisetta con il 41,8%.

Il punteggio da mille a zero
Per ciascuno dei 90 indicatori, mille punti vengono dati alla provincia con il valore migliore e zero punti a quella con il peggiore. Il punteggio per le altre province si distribuisce in funzione della distanza rispetto agli estremi (1000 e 0). In seguito, per ciascuna delle sei macro-categorie di settore, si individua una graduatoria determinata dal punteggio medio riportato nei 15 indicatori, ciascuno pesato in modo uguale all’altro (quest’anno ad eccezione di uno, vedi sotto). Infine, la classifica finale è costruita in base alla media aritmetica semplice delle sei graduatorie di settore. I dati aggiornati al 2020Di solito l’indagine della Qualità della vita, pubblicata alla fine dell’anno in corso, prende in esame i dati consolidati relativi ai 12 mesi precedenti. Quest’anno, però, le sole performance del 2019 sarebbero risultate superate da un’attualità dirompente: per valutare l’impatto della pandemia esplosa a febbraio è stato necessario utilizzare dati il più possibile aggiornati in tempo reale. Così, nell’indagine si contano ben 56 indicatori su 90 riferiti al 2020, aggiornati a metà anno, se non addirittura per alcuni a ottobre-novembre