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Proclamato lo stato di agitazione, stop al lavoro supplementare e straordinario, in assenza di risposte alle richieste portate all’attenzione dei commissari giudiziali ed alle successive sollecitazioni.

Nonostante uno scarno comunicato con il quale i commissari avevano inteso più informare che rassicurare i dipendenti dell’Abramo, ad oggi gli stessi sindacati lamentano l’assenza di risposte e di comunicazioni in merito agli stipendi, si ricorda che la mensilità di dicembre è stata parzialmente erogata e che gennaio a seguito della dichiarazione di insolvenza con conseguente nomina dei commissari giudiziali, in attesa di accedere all’amministrazione straordinaria, dovrebbe essere erogata solo per i giorni dal 26 al 31 gennaio.

E così nel pomeriggio di oggi i UIL, CGIL e CISL hanno diramato una nota con la quale si ufficializza lo “stato di agitazione”:

“Abbiamo contezza – si legge nella nota congiunta delle tre segreterie nazionali di UIL, Cgil e CISL – che alcuni committenti hanno pagato fatture e, il committente Wind, ha anticipato
il pagamento della fattura prevista a marzo 2022 per venire incontro alle esigenze dei lavoratori.
È notizia di questi giorni che l’INPS abbia sbloccato il DURC, che consentirà ad Abramo Customer
Care l’incasso di oltre 13 milioni di euro di crediti pregressi.
Nonostante quanto suesposto, ad oggi, non sono stati retribuiti ai lavoratori Abramo, né i 6 giorni di
gennaio 2022, pur essendo stati lavorati e maturati come previsto dal CCNL delle Telecomunicazioni,
né alcun anticipo del mese di febbraio in corso è già per metà lavorato, né tanto meno sono state
fornite risposte certe alle due sollecitazioni fatte da queste Segreterie Regionali.”

I sindacati chiedono quindi “un incontro urgente al fine di definire nell’immediato la data dei pagamenti di cui sopra.”

E nelle more proclamano lo stato di agitazione, condizione che come hanno sottolineato i lavoratori ormai è permanente nelle loro vite da ottobre 2020!

Inutile dire che rabbia, frustrazione stanno prevalendo, inutile ricordare che il territorio crotonese e calabrese più in generale non consentono di dire”chiusa una porta, si apre un portone”…

Inutile ricordare che la gran parte delle famiglie sono monoreddito e con contratti part-time al 50% ed i più fortunati( se così si può dire) con contratti al 70%, si parla di stupendi che si aggirano tra i 700 euro ed i 1100 euro (scarsi)..

Inutile ricordare che nessuno, con questi stipendi, oggi può fare affidamento su accantonamenti pregressi per “tirare avanti” in assenza di stipendio, praticamente da due mesi!

Inutile ricordare?

Qualcuno dovrebbe invece fare i conti con la memoria, con la coscienza, forse,sarebbe chiedere troppo, ma ormai dalle nostre parti ci siamo abituati a non chiedere e li abbiamo abituati a non dare RISPOSTE!